UNA LUCE SENZA ILLUSIONI
di Beppe Mambretti (*) - Mi capita spesso di interrogarmi, con la sensazione di essere stato un pessimo padre e oggi con la responsabilità e la dolcezza di vivermi anche da nonno: quanto è difficile oggi mettersi in relazione con un giovane senza fargli vedere almeno un minimo di luce? Ma credo sia una difficoltà che appartiene a tutti noi, nessuno escluso.
Mettersi di fronte a un ragazzo, guardarlo negli occhi e dirgli le cose come stanno senza spegnere l’ultima fiammella di speranza è una delle sfide più grandi che ci vengano chieste.
Se siamo sinceri, dobbiamo ammettere che il mondo che hanno davanti è diverso da quello che abbiamo conosciuto noi. Non possiamo e non dobbiamo vendergli facili illusioni o risposte pronte: se ne accorgerebbero subito e sarebbe solo un ulteriore tradimento.
E allora la domanda vera diventa: come parliamo a un ragazzo senza fare retorica, ma senza nemmeno consegnargli solo buio?
Forse la risposta sta nel cambiare il nostro ruolo. Non più quelli che pretendono di spiegare come si sta al mondo in un tempo che noi stessi fatichiamo a decifrare, ma persone disposte a camminare al loro fianco. Fare spazio, ascoltare davvero senza giudicare, mettere a disposizione presenza, strumenti ed esperienza.
La "luce" oggi non è raccontare che tutto andrà bene per magia. La luce è far sentire a un giovane che non è solo, che la sua fatica viene capita, che c’è qualcuno pronto a credere in lui e a fargli da sponda finché non trova la propria strada.
È un compito difficilissimo. Ma è l'unico modo per trasformare questa consapevolezza in un patto di vicinanza sincero e reale tra generazioni.
(*) Membro della Direzione Nazionale C.R.