Se il pomodoro costa un euro, la democrazia ha già perso. Collasso sociale ad un passo.

di Antonio Mazzocchi - Famiglie che fino a ieri appartenevano alla rassicurante media borghesia e che oggi senza capire come sia potuto accadere, si risvegliano, drammaticamente, povere. C’è un termometro invisibile che misura la tenuta della nostra civiltà, ed è riposto nel banco ortofrutticolo del supermercato. Quando un chilo di pomodori tocca la cifra speculativa di sette euro, non stiamo assistendo soltanto a una distorsione di mercato, stiamo guardando in faccia la fine del patto sociale. La reazione a questa follia non si fa attendere, ma non arriva dai tavoli della macroeconomia: arriva dalla pancia del Paese. E lì che si insinua il populismo più feroce, quello che non ha bisogno di programmi complessi, perché gli basta specchiare e cavalcare lo stato emotivo di milioni di famiglie. Famiglie che fino a ieri appartenevano alla rassicurante media borghesia e che oggi, senza capire come sia potuto accadere, si risvegliano drammaticamente povere. La vera tragedia del nostro tempo è il blocco totale dell’ascensore sociale. Abbiamo capovolto le promesse del secondo Novecento.