La scuola presidio di speranza civica e umana.
del Prof. Marcello Zappia (*) - Parlare di scuola oggi significa addentrarsi in un cantiere aperto, un luogo in cui le sfide del nostro tempo si riflettono amplificate negli occhi dei nostri studenti. A chi, come il sottoscritto, ha trascorso più di trent'anni dietro la cattedra- osservando generazioni di ragazzi cambiare, evolversi, smarrirsi e ritrovarsi- appare evidente come l'istituzione scolastica non possa più ridursi a un mero trasmettitore di sapere tecnici. Oggi la scuola e', per antonomasia, il presidio della speranza civica e umana. Ma quale bussola può orientare il docente di fronte alla complessità contemporanea? La risposta non va cercata nelle mode passeggere, bensì in una salda tradizione di pensiero che affonda le sue radici nella Dottrina Sociale della Chiesa e nel magistero, unendo il passato alle urgenze del presente. Una delle sfide più grandi dell'insegnamento oggi non e' riempire la testa di concetti, ma riaccendere il valore della persona. In un mondo che spesso riduce l'individuo a consumatore o a inghippo digitale, la scuola ha il dovere di essere il luogo in cui si riscopre il significato profondo della dignità umana .Guardando alla storia del pensiero sociale della Chiesa, ci accorgiamo che due encicliche apparentemente distanti nel tempo, la RERUM NOVARUM (1891) e la LAUDATO Si' (2015) di Papa Francesco, offrono un orientamento straordinario ed estremamente attuale per l'educazione scolastica. vero argine contro le disuguaglianze sociali. Non c'e' promozione della persona senza giustizia, e non c'e' educazione alla legalità ' che non parta dal riconoscimento dei diritti e dei doveri reciproci. La legalità a scuola non e' un insieme di regole burocratiche da subire, ma il tessuto connettivo della convivenza civile. In questo senso la Laudato Si' ci offre una chiave di lettura illuminante attraverso il concetto di "ecologia integrale ". Tutto e' connesso: il rispetto che abbiamo per la terra, per l'ambiente e per i beni comuni e' lo stesso che dobbiamo nutrire verso ogni essere umano nella sua integralità. La violenza di genere affonda le sue radici in una cultura dello scarto e del dominio che contrasta profondamente con la visione relazionale dell'essere umano. Educare alla legalità significa, in ultima analisi, decostruire gli stereotipi patriarcali e insegnare il rispetto del Limite. Integrare questi insegnamenti nella didattica quotidiana - che si tratti di un'ora di religione cattolica, di educazione civica o di un dialogo interdisciplinare- significa tradurre grandi principi in esperienze concrete. A suggellare questo percorso ideale interviene il concetto di "Magnifia Humanitas" ( Leone XIV 2026) espressione che richiama la grande tradizione dell'umanesimo cristiano e civile, tesa a valorizzare ogni potenziale umano alla sua massima espressione. In un'epoca dominata dall'algoritmo, dalla velocità e dalla frammentazione digitale, la scuola ha il compito monumentale di restituire ai giovani il senso della profondità, della bellezza, e delle emozioni. La cultura rappresenta il primo e più potente argine contro ogni forma di prevaricazione. Attraverso lo studio, il confronto e il dialogo, la scuola insegna a decodificare la realtà e a ripudiare ogni forma di violenza. Tra i banchi si impara il rispetto delle regole, che non sono viste come imposizioni arbitrarie, ma come il patto civile per riconoscere le ingiustizie, rifiutare le mafie e l'illegalità diffusa e difendere i valori democratici sanciti dalla nostra Costituzione Italiana “La scuola è aperta a tutti…” Questo straordinario valore della scuola trova la sua massima espressione nei principi fondamentali del nostro Stato. Come recita l'art. 34 della Costituzione aperta a tutti..." Questo articolo trasforma la scuola in un pilastro inclusivo ed egualitario, pensato per rimuovere ogni ostacolo economico e sociale. Non importa quale sia la provenienza o la condizione di partenza di uno studente: l'aula scolastica garantisce a chiunque la possibilità di emanciparsi, realizzarsi e contribuire al progresso del nostro Paese. Investire sulla scuola significa, in definitiva, investire sulla libertà e sulla sicurezza del nostro domani.
(*) Componente Direzione Nazionale CR