L' ATTUALITA' DI SAN FRANCESCO A 800 ANNI DALLA MORTE.
Un messaggio rivoluzionario e di straordinaria attualità ha risuonato domenica 11 ottobre 2026 all'interno della cornice storica e spirituale della Chiesa di San Francesco a Palestrina. In occasione del centenario dell'ottavo centenario dalla morte del Poverello d'Assisi (1226-2026), la comunità prenestina si è riunita per riflettere sull'eredità umana, etica e spirituale lasciata da San Francesco.
A guidare l'incontro è stato il prof. Marcello Zappia, docente di religione, che attraverso un'analisi appassionata e profonda ha ripercorso i passaggi cardine della vita del Santo, mettendone in luce la sorprendente aderenza alle sfide e alle inquietudini del nostro tempo. I snodi fondamentali: dalla spogliazione all'incontro con il Sultano. Il prof. Zappia ha imperniato la sua lectio su tre tappe emblematiche del cammino intellettuale e spirituale di Francesco d'Assisi:
• La spogliazione: Più di un semplice gesto teatrale di rinuncia ai beni materiali della famiglia Bernardone, la spogliazione rappresenta l'atto con cui Francesco dichiara la propria totale libertà dai condizionamenti sociali, dal potere del denaro e dall'ossessione del possesso.
• La prigionia: L'esperienza del carcere a Perugia, vissuta da giovane soldato, si è rivelata il terreno fertile per la sua crisi interiore. Fu proprio nella solitudine e nella sofferenza della prigionia che nacque in Francesco il germe della conversione e il cambio radicale di prospettiva sul senso della vita.
• Il viaggio a Damietta e l'incontro con il Sultano: Nel 1219, in piena epoca di Crociate, Francesco si reca in Egitto per incontrare il sultano Al-Malik al-Kamil. Un episodio profetico: Francesco non va ad armare la mano né a condannare l'altro, ma a cercare un dialogo disarmato, basato sull'ascolto, sul rispetto reciproco e sulla pace interculturale e interreligiosa. Il messaggio di Francesco oggi: una bussola per il presente. L'intervento del prof. Zappia ha evidenziato come le scelte compiute da San Francesco otto secoli fa
rappresentino risposte concrete e urgenti anche per la società contemporanea:
1. La ricerca del senso nel silenzio e nella fragilità. In un'epoca dominata dall'iper-connessione e dall'apparire, l'esperienza della prigionia di Francesco ci ricorda l'importanza di saper stare con se stessi. Spesso sono proprio i momenti di crisi, di perdita delle
certezze e di solitudine a permetterci di spogliarci del superfluo e di ritrovare le priorità autentiche della vita.
2. Una nuova ecologia integrale e sobrieta. La spogliazione non è un inno alla miseria, ma un richiamo alla sobrietà felice. In un pianeta afflitto dal consumismo sfrenato e dall'emergenza climatica, lo stile francescano insegna a guardare il mondo non
come risorsa da sfruttare, ma come un bene comune da custode e fratellanza con il creato.
3. La profezia del dialogo contro i muri e le guerre. L'episodio di Damietta rappresenta il vertice dell'attualità francescana. Oggi, di fronte ai crescenti conflitti geopolitici, alla polarizzazione e alle divisioni, l'esempio del Santo dimostra che l'unica alternativa alla
violenza è il coraggio del dialogo disarmato, capace di scavalcare i muri del pregiudizio e di riconoscere nel "diverso" un fratello.
Un'eredità viva per la comunita prenestina. La celebrazione dell'11 ottobre a Palestrina non è stata soltanto una rievocazione storica o devozionale, ma un'occasione per riscoprire San Francesco come figura universale, capace di parlare a credenti e non
credenti. L'incontro si è concluso con l'auspicio che la lezione del Poverello d'Assisi possa continuare a ispirare non
solo la comunità di Palestrina, ma soprattutto diventi una bussola per orientare il presente come il futuro.
Nell'immagine il prof. Marcello Zappia