RIFIUTI A ROMA: LE COMICHE FINALI

di Erder Mazzocchi – “Prima che Roma venga sommersa dai rifiuti, invasa dai topi e dai campi rom gestiti dalla mafia, Marino devi dimetterti”. Era la metà di giugno del 2015 e con queste parole Beppe Grillo sentenziava sul suo blog personale.
Oggi la “monnezza” è tornata ad invadere la capitale, i più famosi talk show televisivi e ad essere l’argomento preferito dagli utenti sui più famosi social network.
“La responsabilità è solo della regione Lazio carente di impianti di smaltimento. E’ colpa di Zingaretti, lo dice persino il governo !” sottolinea la sindaca Raggi dal suo account di twitter.
In sintesi, in questi ultimi due anni, a Roma è cambiato solo il colore politico dell’amministrazione comunale ma non le responsabilità riferibili ai diversi soggetti istituzionali.
I romani sono stanchi delle disfunzioni che assalgono la loro città ma sono anche esausti dal ripetuto giochetto dello “scarica barile”, il vizio del politico italico di imputare le responsabilità sempre al passato, ai predecessori.
Occorre fare chiarezza e ristabilire per quanto possibile la verità.

Erder Mazzocchi

Erder Mazzocchi

Quando l’amministrazione grillina afferma che i rifiuti raccolti e trasferiti negli impianti di trattamento Tmb non possono partire con i camion perché la Regione non ha previsto impianti sufficienti e, addirittura, non autorizza l’incremento della capienza di quelli esistenti», dice una mezza verità. La Regione ha competenze sulla pianificazione del sistema e sulle autorizzazioni, non sulla realizzazione degli impianti di cui invece sono responsabili il Comune o i privati. Perché, va ricordato che si tratta di un settore industriale come un altro. Nel piano industriale della Giunta Marino era previsto che una parte dell’impiantistica fosse realizzata da Ama ma i 5 stelle lo hanno affossato senza proporre alternative concrete.
Per onore del vero dobbiamo anche ricordare che la Pisana in questo settore vanta un ritardo ventennale del tutto ingiustificabile. La Regione ha un piano vecchio, che risente della scelta del passato di avere come unico sbocco la discarica più grande di Europa.
Va detto però che la Giunta Raggi ora ha davanti a sé uno scenario migliore di quello che trovò Marino. Se non altro perché l’emergenza del 2015 faceva i conti proprio con la chiusura della discarica di Malagrotta. Non solo: il Comune poi può contare sul trasferimento di 2 mila tonnellate a settimana di rifiuti in Austria, anche questa eredità del sindaco Marino. Una goccia, sicuramente. Ma sempre meglio di niente. Inoltre, la Regione ha autorizzato lo smaltimento in tutti i siti del Lazio e dell’Abruzzo. Eppure queste misure non sono state sufficienti. Il Comune con una ordinanza potrebbe attivare il tritovagliatore mobile ma non mostra alcuna intenzione di volerlo fare. Il sospetto è che non voglia tradire i comitati del VI Muncipio dove il M5s ha spopolato. Non a caso Raggi a Porta a Porta ha ribadito il no all’ecodistretto a Rocca Cencia perché «è troppo vicino alle case».
Il ciclo dei rifiuti a Roma è fragile complicato da picchi stagionali che rendono vulnerabile il sistema in alcuni momenti dell’anno. L’ex assessora Paola Muraro,nel ribadire la totale incapacità della giunta targata 5 stelle sulla gestione di un’emergenza annunciata, non ha dubbi: «La capacità impiantistica della città può trattare 3 mila tonnellate al giorno di indifferenziata, quindi il sistema regge se tutto funziona bene. Ma ciclicamente, proprio nel periodo di picco gli impianti vanno in sofferenza e ne risente tutto il servizio».
Se poi consideriamo la raccolta della differenziata in discarica è naturale che servano nuovi impianti ad hoc. Il problema, stando alla versione della Regione, è che le richieste non sono mai state presentate. Nemmeno per i tre impianti per l’umido citati da Raggi nel salotto di Vespa. Continuare a sventolare, come fa l’attuale assessore capitolino all’ambiente, un Piano che pare più un elenco di desiderata – la sua rivoluzione lenta prevede che entro il 2021 ogni romano produrrà fino a 100 kg di spazzatura in meno, che la differenziata crescerà fino al 70% e i cassonetti spariranno – non risolve la situazione oggi e nemmeno quella del prossimo futuro.
In queste ultime ore lo scontro tra il PD e il M5S, ossia tra le forze politiche che governano la regione ed il comune di Roma, sta rasentando il ridicolo.
Atteggiamenti che oscillano tra la “vigliaccheria” e la “comicità”!
Da una parte i Cinque Stelle, da sempre paladini dei rifiuti zero, apparentemente ignari del fatto  che per azzerare davvero i rifiuti servano nuovi impianti. In caso contrario qualcuno dovrebbe rammentare loro che le parole “rifiuti zero” diventano uno slogan vuoto che vuol dire, di fatto, centinaia di Tir che tutti i giorni scorrazzano per l’Italia. Dall’altra il Partito Democratico che troppo spesso fa finta di dimenticare le responsabilità passate ed attuali delle sue amministrazioni locali. Nessuno dei due attori di questa sceneggiata sembra intenzionato a cambiare copione. Non i Cinquestelle, troppo impegnati a sottolineare le responsabilità del passato con il rischio di andare troppo a ritroso e coinvolgere persino Nerone e tanto meno il Pd, che con la parata delle magliette gialle armate di secchi e ramazze sta cadendo nel comico. Se questo sarà ,nei prossimi mesi, il livello politico del confronto tra i due maggiori partiti della Capitale c’è solo da spaventarsi e aspettarsi il peggio.

Potrebbero interessarti anche...