LA STRADA GIUSTA E’ LO IUS SOLI ?

di Davide Pezza – Lo “Ius Soli” è un’espressione giuridica che indica l’acquisizione della cittadinanza di un dato Paese come conseguenza del fatto  di essere nati sul suo territorio indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori . Negli ultimi giorni la discussione si è accesa tra i favorevoli e i contrari. Il problema non è tanto essere favorevole o contrario, ma a cosa porta e perché se ne sente la necessità? Ci sono altri stati che applicano questo diritto? immigrazione-bella1-1024x548-1435075714
Quasi tutti i paesi del continente Americano applicano lo ius soli in modo automatico e senza condizioni. Tra questi gli Stati Uniti, il Canada e quasi tutta l’America Meridionale. Alcuni Paesi Europei concedono altresì la cittadinanza per ius soli (per esempio Grecia, Francia, Portogallo, Irlanda, regno Unito e Finalndia) sebbene condizionata.
Solo la Francia negli ultimi anni ha cambiato questa legge, con la condizione di una stabilità d residenza per almeno 5 anni.
In Italia se ne parla, oggi, per il grosso problema dell’immigrazione. Negli ultimi anni il fenomeno dei flussi migratori verso il nostro paese è diventato un tema centrale nel dibattito politico e sociale. I principali protagonisti dell’immigrazione di oggi provengono da paesi dell’Africa e dell’Asia. Essi sono costretti a imbarcarsi su piccole barche e ad affrontare un lungo e pericoloso viaggio in mare per poter raggiungere le nostre coste. Vari sono i motivi che spingono gli immigrati a stabilirsi nel nostro paese: guerre che coinvolgono gli stati di provenienza, mancanza di lavoro nel proprio stato, sogno di trovare benessere nel paese di destinazione. Un problema sorto negli ultimi anni è la difficoltà da parte dello stato a stimare il numero degli immigrati, poiché si è sviluppato anche il fenomeno dell’immigrazione clandestina.
Innanzitutto occorre subito fare una precisa distinzione tra popolazione immigrata e popolazione straniera per non incorrere ad un’eventuale confusione. Per popolazione straniera si intende quella composta da tutti i residenti che hanno cittadinanza straniera, anche se sono nati in Italia; mentre la popolazione immigrata è composta da tutti i residenti che sono nati all’estero con cittadinanza straniera, anche se hanno successivamente acquisito la cittadinanza italiana. La nuova legge introduce soprattutto due nuovi criteri per ottenere la cittadinanza prima dei 18 anni: si chiamano ius soli (“diritto legato al territorio”) temperato e ius culturae (“diritto legato all’istruzione”).
Lo ius soli puro prevede che chi nasce nel territorio di un certo stato ottenga automaticamente la cittadinanza: ad oggi è valido ad esempio negli Stati Uniti, ma non è previsto in nessuno stato dell’Unione Europea. Lo ius soli “temperato” presente nella legge presentata al Senato prevede invece che un bambino nato in Italia diventi automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni. Se il genitore in possesso di permesso di soggiorno non proviene dall’Unione Europea, deve aderire ad altri tre parametri: avere un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale disporre di un alloggio e superare un test di conoscenza della lingua italiana.

I motivi che hanno spinto il legislatore a proporre questa legge, in un periodo di forti tensioni internazionali, sarebbero legati alla necessità di sopperire ai nostri orrendi bilanci demografici penalizzati da incessanti fughe all’estero, bassa natalità e squilibri previdenziali. . Gli immigrati che lavorano in Italia sono come un dono per le casse disastrate del nostro Paese, in quanto versano contributi e magari lasciano l’Italia prima di poter ricevere la pensione, oppure perché lavorano e nemmeno sanno di avere questo diritto. Secondo Boeri questo “dono” vale quasi un punto di Pil.
La domanda è: l’Italia sarà capace di affrontare una crisi migratoria che entro la fine del 2017 porterà il numero di africani presenti nel nostro paese ad oltrepassare il milione? «L’Italia oggi guarda all’Africa non solo per tamponare i flussi migratori, ma soprattutto come una grande opportunità di cooperazione e di sviluppo».
Lo “ius soli” sarà la strada giusta per affrontare i temi economici e sociali che vedono il nostro paese in grande difficoltà?
Come sempre il tempo ci dirà chi aveva ragione

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