EUTANASIA: LE RIFLESSIONI DI UN MEDICO CATTOLICO

di Enzo Santonicola – QUESTI MIEI APPUNTI NON VOGLIONO ESSERE GIUDIZI IN MERITO AD UN ARGOMENTO COSI’ DIFFICILE, DIBATTUTO E SPINOSO, MA SEMPLICEMENETE DELLE RIFLESSIONI DEL TUTTO PERSONALI .
Ne Il giuramento di Ippocrate di Cos (ca. 460-377 a. C.), in cui si legge: “Non darò a nessuno alcun farmaco mortale neppure se richiestone, né mai proporrò un tale consiglio”; questo impegno a favore della vita e contro la morte è ribadito anche nel Codice di Deontologia Medica — approvato dal consiglio nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri il 24 giugno 1995 — all’articolo 35: “Il medico, anche se richiesto dal paziente, non deve effettuare trattamenti diretti a menomarne la integrità psichica e fisica e ad abbreviarne la vita o a provocarne la morte”.unknown
RISPETTARE IL MALATO NELLA FASE TERMINALE
LA LEGALIZZAZIONE DELL’EUTANASIA NON E’ UNA LEGGE CIVILE. IL MEDICO NON E’ “UN MERO ESECUTORE” DELLE RICHIESTE DI UN PAZIENTE E CONSERVA “IL DIRITTO E IL DOVERE DI SOTTRARSI A VOLONTA’ DIVERSE DELLA PROPRIA COSCIENZA”. COSI’ ANCHE SE L’EUTANASIA E’ RICHIESTA IN MODO COSCIENTE DAL SOGGETTO INTERESSATO, ” NESSUN OPERATORE SANITARIO” PUO’ FARSI ” TUTORE ESECUTIVO DI UN DIRITTO INESISTENTE”. TUTTO CIO’ VIENE RIBADITO DALLA NUOVA CARTA DEGLI OPERATORI SANITARI , IN ARMONIA CON IL MAGISTERO DELLA CHIESA, PRESENTATA IN VATICANO NEL FEBBRAIO 2017. IL DOCUMENTO CI RICORDA CHE ” TUTELARE LA DIGNITA’ DI MORIRE ” , SIGNIFICA ” RISPETTARE IL MALATO NELLA FASE TERMINALE DELLA VITA “, ESCLUDENDO SIA DI “ANTICIPARE LA MORTE “CON L’EUTANASIA, SIA DI “DILAZIONARLA CON IL COSIDDETTO ” ACCANIMENTO TERAPEUTICO “. LA CARTA E’ UN VADEMECUM RIVOLTO NON SOLO AI MEDICI, INFERMIERI E AUSILIARI, MA ANCHE A BIOLOGI, FARMACISTI, AMMINISTRATORI, LEGISLATORI IN MATERIA SANITARIA CHE DESIDERANO OPERARE ” IN ARMONIA CON GLI INSEGNAMENTI DI CRISTO, E CON IL MAGISTERO DELLA CHIESA “. ” LE DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO – DAT “, CHE INTRODUCENDO L’EUTANASIA OMISSIVA, METTONO IN DISCUSSIONE IL DIRITTO ALLA VITA DELLE PERSONE MALATE E DISABILI, VIOLENTANO LA COSCIENZA DEL MEDICO; TRASFORMANO IN ATTI POTENZIALMENTE ILLECITI GLI ATTI DI SOSTEGNO VITALE DOVUTI A TUTTI: DAR DA MANGIARE E DAR DA BERE. INFINE, INFRANGONO IL PRINCIPIO SU CUI SI REGGE IL CONVIVERE CIVILE E PACIFICO DI TUTTI I POPOLI: ” NON UCCIDERE “. I MALATI E I DISABILI HANNO BISOGNO DI ACCOMPAGNAMENTO E, QUANDO LE CIRCOSTANZE LO RICHIEDONO, DI CURE PALLIATIVE PER IL CONTROLLO DEL DOLORE, LA LORO DISPERATA RICHIESTA DI MORTE E’ UNA PRESSANTE RICHIESTA DI AIUTO E DI ACCOMPAGNAMENTO. LA LORO DIGNITA’ DI PERSONE VIETERA’ SEMPRE DI CONSIDERARE LA LORO VITA COME INUTILE E DISTRUTTIBILE. DIETRO L’EUTANASIA NON VI E’ COMPASSIONE, PERCHE’ LA VERA COMPASSIONE RENDE SOLIDALI CON IL DOLORE ALTRUI E NON SOPPRIME COLUI LA CUI SOFFERENZA NON SI RIESCE AD ACCETTARE. AL CONTRARIO DIETRO L’EUTANASIA VI E’ TANTO EGOISMO, RILEVANTI PROFITTI E UNA MENTALITA’ EUGENETICA, PER CUI CHI NON PRODUCE O E’ DI PESO, VA ELIMINATO. LA LEGALIZZAZIONE DELL’EUTANASIA OFFENDE NEL PROFONDO LA DIGNITA’ DI CHI LOTTA CON CORAGGIO CONTRO I MALI INCURABILI E LA DISABILITA’. CON L’EUTANASIA OMISSIVA, IL MEDICO PUO’ ESSERE OBBLIGATO A LASCIAR MORIRE DI FAME E DI SETE.
CONCLUDEREI COL DIRE…. PER DARE UNA GIUSTA RISPOSTA A TUTTO CIO’ BISOGNEREBBE TROVARSI IN QUELLA SITUAZIONE, PERCHE’ NESSUNO PUO’ DIRE O GIUDICARE COSA POSSA ESSERE SOFFRIRE ATTENDENDO LA MORTE………

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