EIA EIA ALALA

di Cristina Del Tutto – Italiani! Che nessuno di voi pensi di passarla liscia. Svuotate le tasche, ripulite gli armadi, aprite le vostre scatole dei ricordi e buttate via senza alcun indugio ogni indizio che possa far trapelare una vostra qualche simpatia, anche ancestrale, nei confronti di Benito Mussolini e del fascismo. Gli sfascisti che da quasi cinque anni hanno occupano il Parlamento italiano da usurpatori, perché tali sono coloro che governano senza aver vinto le elezioni, hanno deciso di fare la voce grossa. Se la proposta di legge del renziano Emanuele Fiano verrà approvata detenere qualsiasi oggetto che ricordi il Ventennio sarà un reato penale.

Cristina Del Tutto

Cristina Del Tutto

Anche il saluto romano o qualche parola a doppio senso potrebbe portarvi dritti diritti davanti ad un giudice per ammettere pubblicamente le vostre colpe. E se fossi una testa pelata non starei tanto tranquillo, perché mettiamo caso che un partigiano ultracentenario o un suo familiare, un amico o un vicino di casa, si senta turbato dalla vostra presenza non è detto che trovi qualche magistrato compiacente che voglia dare un’interpretazione a maglie larghe della futura legge Fiano che introdurrà il reato penale di propaganda fascista e nazifascista. In attesa di questa nuova Santa Inquisizione, e ispirata da un atto di impavido quanto inaspettato coraggio, ho scritto nel titolo “Eia, eia, Alalà”. Se i comunisti si sentiranno oltraggiati potrebbero, sempre in un ipotetico futuro, considerarlo un motto fascista dimenticando che la paternità di questa esortazione è attribuita a Gabriele D’Annunzio. Vi sembra un’esagerazione? Probabilmente in quest’occasione ho abbondato in fatto di satira, ma ho un’attenuante più che valida che sicuramente mi concederete. Scrivere un articolo richiede una certa preparazione e un impegno intellettivo e questa vicenda politica, nel ben mezzo di un luglio fin troppo caldo, appare talmente stupida e surreale che non merita alcuno sforzo mentale. Del resto ad un presidente della Camera dei deputati che dice che sarebbe il caso di cancellare la scritta Dux dall’obelisco situato al Foro Italico di Roma perché è un insulto per i comunisti, con quale frase di senso compiuto possiamo controbattere? E’ una scemenza, e come tale non può essere nemmeno commentata. L’unica lampadina che mi si è accesa nella mente, in merito a questa vicenda, mi ha esortato a chiedermi quale fosse il motivo che ha spinto il Pd a fare questo passo azzardato. Emiliano Fiano, per chi non lo conoscesse, non è né uno sprovveduto né un politico incompetente. Eppure nell’arco di poche settimane è passato alle cronache prima come relatore di maggioranza sulla riforma della legge elettorale, poi come promotore di una proposta di legge di questo genere. Escludendo un colpo di sole, potrei avanzare alcune ipotesi. La prima riguarda il grande giro d’interessi che ogni anno ruota attorno alle feste dell’Unità. Un’enorme vetrina che rappresenta per il Pd un grande indotto in termini di visibilità e di denaro. Potrebbe sembrare una sciocchezza, ma per Matteo Renzi tornare ad essere protagonista della lunga estate del popolo della sinistra non è un fatto di poco conto. Un Segretario accusato di essere la fotocopia di Berlusconi ha bisogno di far credere non che il fascismo è da aborrire, ma che i comunisti esistono ancora! Così come la destra non esiste senza la sinistra, così i comunisti non esistono senza i loro antagonisti. I dibattiti estivi all’interno delle feste dell’Unità avranno tutti all’ordine del giorno la questione del ritorno della destra fascista in Italia. A settembre questa farsa sarà probabilmente già passata in sordina, perché non credo che nemmeno i parlamentari Pd voterebbero una simile legge. Minare in questa maniera le basi su cui poggia qualsiasi sistema democratico, sarebbe un attacco alla libertà di espressione e d’identità che provocherebbe uno scontro sociale senza precedenti. Matteo Renzi, Emanuele Fiano e tutto il cerchio magico questo lo sanno bene, perché un vero uomo di sinistra sarebbe il primo a difendere la libertà di opinione altrui. L’altra ipotesi, che ritengo più plausibile e comunque non in contrasto con la prima, riguarda il tentativo, riuscito, di distogliere l’attenzione di un’opinione pubblica stanca e ormai proiettata soltanto alle vacanze da provvedimenti scomodi che il Parlamento sta approvando. Dal decreto vaccini al salva banche, all’immigrazione, ai beceri tentativi di rinegoziazione del debito pubblico di Renzi presso le sedi Europee, all’entrata in vigore del CETA, il Trattato di libero scambio tra il Canada e UE, che penalizza pesantemente il made in Italy e consentirà ai prodotti canadesi che utilizzano sostanze da noi catalogate come tossiche di entrare nel mercato interno senza che i cittadini siano informati su ciò che comprano. Allora vi chiedo, quanti di voi sono a conoscenza di quanto sta avvenendo nell’ambito politico? Quanti di voi si sono resi conto che i telegiornali volutamente parlano poco di alcune questioni, diventando ormai dei notiziari di cronaca nei quali vengono affrontate le tematiche più disparate? La politica non va mai in vacanza e se ne sentite parlare poco, cominciate a preoccuparvi. Quando invece ci rifilano dibattiti dalla mattina alla sera sul problema del ritorno del regime fascista in Italia, vuol dire che già ce l’hanno fatta sotto il naso. E mentre questa gente ci prende in giro, di faccette nere nel nostro Paese continuano a sbarcarne a migliaia.

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