CHI VINCE E CHI PERDE

di Davide Pezza – Come in tutte le tornate elettorali alla fine dei conti tutti hanno vinto nessuno ha perso, e tutti sono possibili candidati a guidare questo paese.
Osservando il tutto da fuori l’analisi è ben diversa. Partiamo dal grande e unico “Menestrello” e i suoi stretti collaboratori, che si davano ormai vincenti su tutto il territorio, senza fare i conti con quanto hanno seminato e comunicato in questi ultimi 3 mesi, e senza dimenticare cosa stanno combinando alla guida del comune di Roma e Torino. La dèbàcle del M5S era prevedibile, tranne per loro, di poter perdere in questa tornata elettorale, Sono stati loro a mettersi d’impegno per perdere Genova, e ci sono riusciti. I militanti del partito avrebbero conquistato la città se Grillo non avesse annullato la scelta presa democraticamente dalla Rete. Oltre la sconfitta della grandi città, c’è anche da considerare la vergogna di vedere Pizzarotti passare al secondo turno da indipendente, lo scandalo delle firme false a Palermo. Insomma coloro che dovevano essere diversi da tutti gli altri partiti, si stanno dimostrando molto simili se non gemelli con le altre forze politiche. vincere
Il tempo è poco e la necessità di un cambiamento nella linea del partito sembra imminente. Grillo dovrà trovare una nuova formula prima di presentarsi alle elezioni politiche, che probabilmente si svolgeranno a settembre.
Secondo il segretario del Pd, Matteo Renzi, il Movimento 5 Stelle “perde perché non decide, ma anche perché non sa governare”.
Ora confrontando i risultati delle elezioni amministrative del 2012 e del 2017, il primo dato che emerge è che gli unici due partiti che guadagnano voti sono entrambi del centrodestra, la Lega nord (+2,6 p.p.) e i partiti riuniti sotto l’etichetta della “Destra” (Fratelli d’Italia, Alleanza Nazionale ecc.). Forza Italia ha subito un calo di 2,2 punti percentuali, che però nell’ottica dell’intera coalizione di centrodestra sono compensati dai guadagni elettorali dei partiti più “radicali”. Nel campo del centrosinistra, si nota una riduzione dei consensi, in termini di punti percentuali, sia per la Sinistra (Sel, Sinistra Italiana, Articolo uno, Rivoluzione civile ecc.) che per il Partito democratico. Per la precisione, la Sinistra perde 1 punto percentuale, mentre il Pd scende in media dal 26,3 al 24,5 (-1,8 p.p.). Il calo più significativo nel confronto tra le elezioni amministrative del 2012 e del 2017 è quello subito dai partiti di Centro (Udc, Scelta civica, Alleanza popolare ecc.), i quali perdono circa 7 punti percentuali.
Tra due settimane, domenica 25 giugno, gli elettori saranno nuovamente chiamati alle urne per scegliere chi tra i candidati più votati sarà il primo cittadino.
Poi ricominceremo con i dibattiti politici per chi è stato piu bravo, e chi meno, senza che nessuno abbia ancora presentato un piano, credibile e realizzabile, per la crescita e la riduzione della pressione fiscale in questo Paese.
La campagna elettorale ci regala sempre tanti poeti che con belle parole e tante speranze descrivono i loro sogni. Aspettiamo ancora qualcuno che si dimostrerà capace a realizzare quello che decanta.

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